IL TERZO SETTORE CRESCE ANCHE IN UMBRIA. UNA SINTESI DEI RISULTATI DEL NONO CENSIMENTO SU INDUSTRIA, SERVIZI, ISTITUZIONI E NON PROFIT

13 Settembre 2013

l’iSTAT ha reso noti in questi giorni i primi risultati relativi al nono censimento su  industria, servizi, istituzioni e non profit: il quadro che ne emerge presenta aspetti molto interessanti per quanto riguarda il trend del non profit a livello nazionale e regionale. Se infatti la Lombardia risulta essere la prima in classifica per numero di imprese. Bolzano si piazza al primo posto come “capitale” dei volontari.non mancano elementi positivi anche in Umbria.  Analizzando i dati relativi alla nostra regione, le istituzioni rilevate sono 6243, pari al 2,1% del totale nazionale(301.181), con un incremento del 32,3% rispetto al censimento del 2001, molto superiore alla media nazionale (28%). Questo settore impiega a livello regionale 120.211 risorse umane, di cui 9.580 addetti, 3475 lavoratori esterni, 186 lavoratori temporanei e 106.962 volontari. Anche l’incidenza dei volontari rispetto alla popolazione è piuttosto elevata, mentre si presenta inferiore alla media nazionale il rapporto tra addetti e popolazione. Interessante anche l’esame dei settori in cui lavorano le diverse realtà presenti nella regione: cultura, sport e ricreazione è primo in classifica con 4374 istituzioni addette, segue poi l’assistenza sociale e la protezione civile  realtà con 397 addette, seguono infine i settori della relazioni sindacali e rappresentanza di interessi con (288 istituzioni), della ricerca (256 istituzioni), e della sanità (176 istituzioni), In Umbria, il settore del non profit è costituito da 4.4.097 associazioni non riconosciute, 1.547 associazioni riconosciute, 183 cooperative sociali e 324 istituzioni con altra forma giuridica rappresentate da società di mutuo soccorso, enti eclesiastici civilmente riconosciuti.

IL TERZO SETTORE E LA COMUNICAZIONE: TRA PASSATO E FUTURO

28 Marzo 2013

E’ iniziato il 17/1 scorso e si è concluso a metà marzo il corso organizzato dal CE.S.VOL. di Terni sul rapporto tra   comunicazione e non profit. Il corso, che si è svolto presso i locali dell’ex Abbadia Medica a Orvieto Scalo, ha avuto come docenti Laura Ricci, direttrice di Orvietonews e Fabrizio Caccavello responsabile della società Akebia, esperto in comunicazione via Internet. La risposta dei potenziali fruitori è stata molto positiva; hanno partecipato dodici associazioni, la maggior parte delle quali hanno seguito per intero il programma degli incontri. Si è trattato di una esperienza interessante perchè è servita a mettere in evidenza quanto ad oggi il mondo della comunicazione sia in bilico tra passato e futuro: ad un “registro comunicativo” basato essenzialmente su una comunicazione via carta (comunicati stampa, volantini distribuiti dai soggetti interessati ), si è passati ad un sistema virtuale basato interamente sull’uso della rete,in particolare dei social media. Le potenzialità? E’ stato questo l’elemento di maggiore interesse: se è vero che quasi tutte le associazioni presenti hanno un proprio sito, è altrettanto vero che le conoscenze relative a questo settore e soprattutto alle sue potenzialità sono piuttosto limitate. E’ emerso con chiarezza infatti che, oltre alle capacità tecniche, è fondamentale una maggiore duttilità mentale ed una attitudine a sviluppare il più possibile le relazioni esterne. I risultati di questo processo di evoluzione potrebbero aprire al non profit risultati sorprendenti: dalla possibilità di comunicare più facilmente con i propri associati, alla maggore facilità di farsi conoscere   fuori dal territorio nel quale operano.

NONO CENSIMENTO DELL’INDUSTRIA E DEI SERVIZI: UN OBBLIGO MA ANCHE UN’OPPORTUNITA’

25 Ottobre 2012

E’ iniziato a partire dal 10/9 il  nono censimento generale dell’Indusria e dei Servizi e censimento delle Istituzioni non profit, quali, associazioni di volontariato e di promozione sociale, cooperative sociali, istituzioni ecclessiastiche, assciazioni sportive dilettantistiche, fondazioni, ecc. Si tratta di un lavoro piuttosto complesso che nella provincia di Terni coinvolge un totale di 3257 unità , di cui 2364 istituzioni non profit e 894 imprese: per le realtà coiinvolte si configura come un obbligo, ma può essere visto anche un’opportunità per far conoscere all’esterno questo mondo, dato che è la prima volta che l’ISTAT ne rileva i dati.

La scadenza del questionario è fissata per il 20 dicembre, sia che si scelga la compilazione cartacea, sia quella on line (il sito è. www.censimentoindustriaservizi.istat,it) : a Terni la Camera di Commercio ha istituito un apposito ufficio, l’Ufficio Provinciale di Censimento, al quale rivolgersi per un aiuto nella compilazione. Per eventuali informazioni, le associazioni possono rivolgersi ai seguenti numeri: 0744/489278 - 489233, sempre presso la Camera di Commercio. Inoltre, sempre se si desidera  avere informazioni, il Forum Terzo Settore nazionale e CSV.net hanno elaborato delle tabelle contenenti risposte alle domande del questionario,  a partire dalle richieste dei lettori ed aggiornate ogni settimana: anche in questo caso basta collegarsi al sito del Forum wwww.forumterzosettore.it.

A CHE GIOCO GIOCHIAMO? Il welfare che cambia e il disagio dei cittadini

15 Giugno 2012

Riduzione di servizi, organici comunali ridimensionati difficoltà a gestire la spesa sociale sia a livello centrale che locale, questo il contesto per proporre due “eventi” diversi, ma che hanno il potere di far riflettere. Il 19 giugno prossimo a Perugia la FISH regionale (Federazione Italiana peril Superamento dell’Handicap) organizza, a partire dalle ore 10.39 un sit in sotto Palazzo Cesaroni per chiedere conto dei tagli previsti dalla Regione, e per attirare l’attenzione sulla conseguente contrazione dei diritti che ciò comporta. Si tratta di una problematica che disabili, ma anche anziani, cittadini privi di reti familiari stabili si trovano già ad affrontare, visti i tagli realizzati a livello nazionale il cui impatto si è già avvertito a livello locale:si pensi per esempio al quasi totale azzeramento del fondo per la non auto-sufficienza. Ma come affrontano gli Enti Locali, i Comuni in particolare, questo momento di crisi e di riduzione dei fondi? Nell’aprile scorso, l’AUSER nazionale,un’associazione che si occupa in particolare di assistenza agli anziani, ha reso pubblico il V Rapporto nazionale su Enti Locali e Terzo Settore. Ne emerge un quadro problematico, soprattutto per il fatto che, a fronte di un ridimimensionamento degli organici dei Comuni, si tende ad esternalizzare   i servizi, scaricandone il peso su cooperative sociali e volontariato: una tendenza che ha prodotto lil non-rispetto della legge quadro sull’assistenza (legge n. 328/2000)  che in molti casi (soprattutto al Sud) non vengono rispettati i criteri della progettazione integrata nè la pratica delle gare con bando pubblico. Ne emerge un Terzo Settore visto come “tappabuchi” delle strutture pubbliche, con “carichi di lavoro” estremamente elevati, e durata dei contratti o convenzioni sempre più ridotti. E allora torniamo al punto di partenza: il frutore dei servizi- il cittadino, chiunque esso sia - risentirà sempre di più delle problematiche appena esposte.